Perché i libri ingialliscono ?

I libri tra degradazione e conservazione

La carta è composta da materiale igroscopico, capace cioè di assorbire molecole presenti nell’aria, inoltre alcuni componenti col tempo si degradano in seguito a reazioni chimiche causando il cambiamento del colore.

In genere, in casi gravi, si presentano con macchie giallastre o bruniture, chiamate in inglese foxing, dal nome del pelo bruno rossastro delle volpi.

I fattori interni naturali sono dovuti alle sostanze contenute nel tipo di carta. Alcune carte economiche si ossidano più in fretta di altre più pregiate. Sostanze alteranti possono essere la lignina che si trova nel legno con cui viene prodotta la carta e alcuni metalli presenti nell’acqua dell’impasto che accelerano il processo di degradazione.

fioritura

da Wikipedia

I fattori esterni

Insieme ai fattori interni ci sono anche quelli esterni che contribuiscono non poco all’invecchiamento, in particolare la luce, l’umidità e le sostanze presenti nell’aria dove i libri vengono riposti.

Per esempio in certe biblioteche di case private era d’uso fumare durante la lettura e quindi il fumo di questi impregnavano i libri che odoravano di tabacco, per certi versi sembrerebbe innocuo ma con gli anni e senza adeguata aerazione poteva contribuire a imbrunire i bordi di un libro. 

Anche la luce è la principale nemica della carta, quindi mai esporre i libri vicino a una finestra con luce diretta o intensa.

Un ambiente umido favorisce la proliferazione di batteri e muffe.

Alcuni addetti alla conservazione di opere su carta, consigliano un ambiente con almeno il 35 % di umidità evitando attici, scantinati e altri luoghi con alto rischio di perdite d’acqua e condizioni ambientali estreme, oltre che spolverare i libri frequentemente evitando il proliferare di insetti come l’Anobio, che attacca carta, pelli, legno, ed è molto ghiotto di sostanze di origine vegetale ricche di amido, oppure il Pesciolino d’argento o Lepisma saccharina, un insetto molto presente nelle abitazioni che ama la colla e derivati dello zucchero e quindi anche le rilegature dei libri. 

La pulizia

Secondo il NEDCC (Northeast Document Conservation Center) , istituto americano specializzato nella conservazione di biblioteche e materiali d’archivio cartacei, è consigliabile usare aspirapolvere o panni cattura polvere che la trattengono con cariche elettrostatiche, il classico piumino è da evitare poiché redistribuisce i residui intorno.

Poiché la pulizia impropria è potenzialmente dannosa e lo stoccaggio senza pulizia crea condizioni pericolose, una pulizia accurata, periodica e corretta prolungherà maggiormente la vita utile dei vostri libri.

La muffa che si forma può macchiare la carta e le macchie possono essere evidenti anche dopo che la muffa visibile è stata rimossa. La colorazione è solitamente permanente.

Le efflorescenze compaiono quando i grassi e i sali nella pelle delle copertine o nel tessuto fortemente inamidato si cristallizzano.

L’efflorescenza ha un aspetto bianco, cristallino. Entrambi i problemi possono essere causati da alti livelli di umidità. Sebbene sgradevoli, questi problemi sono innocui e non sono motivo di preoccupazione, rispetto alla muffa vera e propria.

Purtroppo non si può eliminare il processo d’ingiallimento e invecchiamento della carta, ma è opportuno prevenirlo.

Riassumendo, per evitare l’ingiallimento dei libri:

  • evitare di mettere i volumi in luoghi con umidità superiore al 35%
  • evitare di esporli a luce intensa, tipo fasce di luce da provenienti da una finestra
  • evitare che la polvere si accumuli e generi insetti fastidiosi
  • altri fattori da cui non si può proteggere l’ingiallimento sarebbero la composizione della carta e l’ambiente in cui viene tenuto il libro, elementi che individualmente contribuiscono al deterioramento finale.

Per esempio questo volumetto della Bur grigia Rizzoli risalente agli anni ’50, dopo quasi 70 anni, nonostante sia su carta economica non ha risentito del passare del tempo, probabilmente è stato mantenuto chiuso in un locale adeguato.

Vita di Dante – Tommaso Gallarati Scotti; ed. Bur Rizzoli 1957

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Curiosità: un biscotto vecchio di 50 anni

Università di Cambridge

immagine Università di Cambridge

Nel 2020 i bibliotecari dell’Università di Cambridge sono rimasti sbalorditi, dopo aver aperto un volume dell’epoca Tudor vecchio di 500 anni e aver trovato un biscotto di 50 anni fa, mangiucchiato a metà e incastrato tra le pagine. Si ritiene che uno studente maldestro abbia lasciato cadere quello che sembra essere un biscotto con gocce di cioccolato mentre sfogliava il libro negli anni ’70.

Il volume venne donato proprio nel 1970, si tratta di un libro del 1529 Evangelium Joannis Tractatus che rappresenta una delle opere di Sant’Agostino conservato ora nell’archivio dei libri rari dell’università dove non sono ammessi cibo, bevande o altro.

Emily Dourish, vice custode di libri rari e primi manoscritti, colei che ha fatto la strana scoperta, spiega a The Sun: “Era probabilmente uno studente che lesse il libro più di 50 anni fa che poi accidentalmente lasciò cadere un biscotto e se ne dimenticò”.
“All’epoca quando abbiamo ricevuto il libro, qualcuno gli avrà dato una breve occhiata e quindi lo avrà archiviato. Da allora nessuno lo ha mai aperto correttamente. “

I restauratori sono stati in grado di rimuovere le briciole secche e friabili in decomposizione, ma è rimasta una macchia di grasso su una pagina scritta a mano.

La bibliotecaria delle collezioni speciali dell’università ha twittato in tono ironico: “Per riferimento futuro, abbiamo dei segnalibri di carta privi di acidi per contrassegnare le pagine. Ma per favore, non usate prodotti da forno. ” 

Il bibliofilo inglese William Blades (1824 – 1890) nel suo libro “I nemici dei libri” oltre ai classici elementi nocivi per i libri come l’acqua, il fuoco, il calore, inserisce anche la trascuratezza nel lasciarli impolverare, l’ignoranza e la bigotteria.


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